CORSI di BOXE VIETNAMITA

Sono partiti i corsi di Boxe Vietnamita, per chi fosse interessato può provare gratuitamente presso le palestre di :

Chieri: Presso la palestra della Scuola elementare Nostra Signora della Scala, via Gramsci LUNEDI’ H. 20,30/22,00 GIOVEDI’ H. 20,00/21,30

Pino T.se: presso la palestra sella scuola media Nino Costa, Piazza del Comune MERCOLEDI’ H. 20,30/21,30

Per provare è necessario essere muniti di scarpette non utilizzate all’esterno al fine della prevenzione Covid 19.

Vi aspettiamo …….

Per i Violenti non c’è più spazio

Articolo uscito sul Corriere di Chieri venerdì 18 settembre a seguito dell’intervista fatta ai Maestri chieresi sul tema della violenza e del bullismo.

Foto centrale il M° Massimo Carrara mentre esegue una tecnica di difesa da attacco con il bastone.

Tutti i Maestri, seppur con parole diverse, si sono espressi contro l’uso della violenza e schierati a difesa dei Valori e dei Principi che le Arti Marziali custodisco e tramandano da millenni..

La Violenza non é ARTI MARZIALI

Scrivo con grande tristezza e profondo rammarico per quanto accaduto negli scorsi giorni a Colleferro.

Essere atleti e praticanti di Arti Marziali significa: Rispetto, Regole, Principi e Profonda Umiltà; caratteristiche che quattro delinquenti, non li si può definire diversamente, hanno saputo infangare con un atto vile e di inaudita violenza contro un povero ragazzo che ha dimostrato, con la VITA, cosa voglia dire un atteggiamento marziale senza aver, probabilmente, mai praticato nulla di tutto ciò.

Insegno da più di 30 anni Viet Vo Dao, Arte Marziale Vietnamita e,  seppur esistano gare e competizioni, alla base di ogni incontro c’è sempre il rispetto dell’avversario e delle regole. Per un’atleta marziale essere Forti vuole dire essere Utili, non diventare un branco di vigliacchi , 4 contro 1, sanguinari e violenti.

Le Arti Marziali insegnano fondamentalmente ad acquisire equilibrio psico-fisico, attraverso il duro allenamento si coltiva la flessibilità del corpo e la calma interiore. Chi pratica sport da ring o nella Gabbia, vedi l’MMA (mixed martial arts) pratica seguita dai quattro soggetti incriminati, dovrebbe essere perfettamente consapevole dei rischi che corre e, ancor più, di ciò che può provocare utilizzando tali modalità di lotta.

Sono certo dell’indignazione di tutti quegli atleti che praticano MMA o sport da ring, seppur violenti sono governati da regole, forse difficili da comprendere per i non addetti ai lavori ma pur sempre governati da regolamenti sportivi.

Il branco ha infangato e distorto la visione di un mondo fatto da molte discipline Marziali che hanno come scopo la diffusione dell’arte orientale e delle regole che le governano.

Non c’è pena che possa cancellare un’atto così vile e crudele.

M° Massimo Carrara 

VIET VO DAO RIPARTONO I CORSI

RIPARTONO I CORSI di BOXE VIETNAMITA

Tutti gli allenamenti vengo svolti nel pieno rispetto delle normative vigenti Nazionali, Regionale e su direttiva della Federazione FIWUK CONI.

L’Allenamento al Combattimento 5° parte

Potenza

Un attacco si può definire efficace quando è portato con una buona potenza.

Per sviluppare la potenza è necessario saper utilizzare bene i muscoli più forti affinchè possano sostenere quelli più deboli. I muscoli del braccio e dell’avambraccio sono più deboli se confrontati a quelli della coscia e del polpaccio.

Per aumentare la potenza dei pugni occorre canalizzare le forze sviluppate dalle gambe, dall’addome e dal tronco verso il braccio. E’ sconsigliato praticare esercizi che sviluppino in maniera esagerata i muscoli della braccia, si finirebbe per rendere gli stessi grossi e rigidi andando a perdere flessibilità, elemento utile per sviluppare potenza in un attacco.

La potenza si ottiene mediante la concentrazione e lo sviluppo dell’energia su di una superficie ridotta. Tutti gli attacchi nel Viet Vo Dao vengono fatto in virtù del principio:

“canalizzare la forza su di un punto dell’avversario, in caso estremo su di un punto vitale.

Tutti i principi enunciati nei vari capitoli fanno parte dl codice delle teorie dell’International Viet Vo Dao. Il praticante deve sempre tenere a mente la nozione “..utilizzare al minimo la forza e al massimo l’agilità..” . il praticante, attraverso l’allenamento, deve sviluppare in modo naturale e folgorante il miglior “THE” e far cresce armoniosamente tutte le parti del corpo senza dimenticare di mantenere una forte lucidità mentale.

La combattività è la chiave di ogni successo.

L’Allenamento al Combattimento 4° parte

Potenziale

Combattimento Viet Vo Dao, Vo Co Truyen

Nel Viet Vo Dao esiste un termine, difficile da tradurre senza perdere la completezza del significato, “THE” che noi traduciamo provvisoriamente in potenziale. Si pronuncia la parola The con l’H aspirata per differenziarla dal termine the intesa come bevanda.

In combattimento l’atleta deve cercare di ottenere il miglior THE, cioè tutti gli elementi che si potranno rivelare favorevoli nello scontro, in particolar modo il controllo della posizione che occupa l’avversario.

Qualche esempio:

girare la propria schiena al sole obbligherà l’avversario a lavorare con una luce abbagliante difronte rendendo più difficile la percezione;

occupare un posto rialzato, ovviamente non sul ring, metterà da subito l’avversario in una posizione di svantaggio, in quanto le sue tecniche saranno subordinate ad una maggiore divaricazione se parliamo degli arti inferiori e di attacchi di braccia necessariamente rivolti verso l’alto, con evidente perdita di potenza.

In questo modo grazie ad un THE favorevole sarà più facile contrastare gli attacchi di un avversario decisamente più forte. Il principio vietnamita “DI NHU THANG CUONG”, ovvero l’arte di utilizzare l’agilità contro la forza, consente al praticante di tenere testa anche ad avversari particolarmente robusti e dotati di maggiore forza.

Chi vuole combattere con efficacia dovrebbe allenarsi evitando lo scontro diretto. Privilegiare spostamenti e sbilanciamenti consentirà di sfruttare al meglio lo slancio di un attacco dell’avversario a nostro favore.

Schivare gli attacchi, “sparire e ricomparire” ovvero indietreggiare ed avanzare per rendere più efficaci le tecniche di affondo; presentarsi in posizione laterale e non frontale per gestire al meglio gli spostamenti rapidi e gli affondi. I giochi di spostamento rapido favoriscono le migliori condizioni per creare THE favorevoli.

L’ Allenamento al Combattimento 3° parte

Morbidezza e Controllo

il praticante deve sviluppare la capacità di controllare la potenza dei propri movimenti per ottenere un buon risultato nel combattimento. Deve allenare le tecniche di mano e di piede nei minimi particolari in modo da poter sferrare attacchi fulminei ed estremamente precisi mantenendo movimenti fluidi e morbidi.

In un combattimento vincere è fondamentale, ma vincere un incontro con la bellezza dei gesti e la pulizia delle tecniche dimostra di aver raggiunto un’alto livello nell’Arte Marziale.

combattimento-arti-marziali

Durante l’allenamento, con qualsiasi tecnica si lavori, il praticante non dovrebbe mai dimenticare che sta praticando un’ arte e non una semplice tecnica marziale, il cui scopo sarebbe solo quello di sconfiggere l’avversario, la bellezza e la precisione delle tecniche dimostrano un livello superiore.

L’Allenamento al Combattimento 2° parte

Spazio e Tempo

Tutto il valore dell’Arte Marziale consiste nella esatta valutazione delle dimensione spaziale e temporale. Così tutti i movimenti devono essere effettuati nel rispetto di questo principio, affinchè il praticante possa sviluppare la capacità di evolvere armoniosamente nello spazio in un tempo determinato.

La valutazione della distanza deve diventare per il praticante una specie di istinto, in questo modo egli determinerà il tempo necessario per raggiungere un avversario o per parare un attacco.

Per migliorare le tecniche di spostamento un buon strumento di allenamento è il lavoro sui Quyen, con il lavoro e molta costanza si possono ottenere ottimi risultati.

L’allenamento al Combattimento I° parte

combattimento-arti-marziali

I° parte Velocità e Precisione

combattimento
Sport da ring

L’allenamento deve sviluppare nel praticante contemporaneamente velocità e precisione dei movimenti sia di attacco che di difesa.

“Colpire presto e con saggezza”.

La velocità è diversa dalla precisione, essa si sviluppa con un allenamento assiduo, con la ripetizione delle tecniche utilizzando, talvolta, il supporto di pesi per aumentare il carico dei lavoro.

La precisione esige oltre alla costanza nell’allenamento anche di metodi specifici per raggiungere il risultato voluto, per esempio: raggiungere un punto preciso come l’occhio dell’avversario con la punta delle dita per poi arrestare il movimento a pochi centimetri; oppure come si vede spesso in molte dimostrazioni di Viet Vo Dao tagliare una mela posata sulla testa di un vo sinh con la sciabolo o con i long gian.

La precisione si può allenare attraverso un percorso di profonda concentrazione e di continuo affinamento della tecnica marziale.

Queste prestazioni sono il risultato naturale di giorni e giorni di allenamento e di una continua evoluzione delle tecniche del praticante

In sintesi, la velocità e la precisione vengono sviluppate nel medesimo tempo, seppur con metodologie diverse, consentendo al vo sinh di acquisire maggiore consapevolezza delle proprie capacità e di trovare fonte di incoraggiamento per i risultati in costante evoluzione…

I Tre Tesori

Dall’unione delle energie del Cielo e della Terra emerge il principio che anime e rende vivo l’uomo. Nella rappresentazione dei Ching Su Wen (Testo classico di medicina interna dell’imperatore Giallo, cap. 26) l’uomo ha un destino particolare in quanto, come si legge nel testp: «tutta la creazione, nella sua unità e nella sua più completa perfezione, è pianificata per la più grande delle realizzazioni: l’Uomo» Sempre nel Su Wen si legge: «Dapprima l’energia della terra sale verso il cielo, poi quella del cielo scende verso la terra, e così di seguito. Tutti i fenomeni derivano dall’ascesa e dalla discesa ininterrotte di queste due energie. […]

Tra il cielo e la terra si trova l’uomo. Di conseguenza, l’energia dell’uomo è influenzata da questa combinazione di energie tra cielo e terra. L’uomo conserva al suo interno “tre tesori”: Essenza, Energia, Spirito (Jing, Qi, Shen o, in vietnamita, Thin, Khi, Than).

L’Essenza (detta Jing, o in vietnamita Thin) è la componente energetica che anima e sostiene la struttura fisica, che alimenta gli organi ed i visceri, è la parte sottile della materia alla base della vita organica. Questo tipo di energia si divide in due grosse categorie: l’Essenza del Cielo Anteriore e l’Essenza del Cielo Posteriore. L’Essenza del Cielo Anteriore deriva dai genitori ed è la fusione delle loro essenze, è anche detta Khi Prenatale, è la scintilla di vita alla base delle funzioni vitali, non si può rigenerare e, una volta esaurita, sopraggiunge la morte. Essa ha sede nella “Porta del Destino” situata nei Reni.

L’Essenza del Cielo Posteriore, anche detta Khi Postnatale, rappresenta il mantenimento e il dispiegamento della vita, è l’energia che quotidianamente si consuma, ma che costantemente si rinnova attraverso la respirazione e il nutrimento. Un costante reintegro di questa energia a livello del Dantien inferiore, consente all’individuo di non consumare le sue riserve di Khi Prenatale, prolungandone così la vita. Anche questa ha la sua sede nei Reni. L’essenza Thin ha diverse funzioni:

• Governa la crescita, la riproduzione e lo sviluppo

• Promuove la formazione del Khi renale

• Produce il midollo (per la medicina cinese il midollo include anche il cervello)

• Determina una sana costituzione dell’individuo
 

L’Energia (detta Qi o Khi in vietnamita) governa il movimento del corpo, regola gli scambi, la circolazione e le trasformazioni. Il Khi anima, muove e riscalda la parte materiale del corpo umano. La differenza tra Thin e Khi è chiara se riferita al movimento: il primo, Thin, controlla processi molto lunghi come la crescita dal feto alla morte, il secondo, Khi, è responsabile dei movimenti quotidiani nel corpo. 
Sebbene il Khi sia unico, esso assume diverse funzioni che caratterizzano le sue diverse sfere d’azione, si può infatti suddividere in: 

Il Khi Difensivo che viene prodotto dal Fegato e distribuito dal Polmone. Impedisce alle energie esterne di penetrare nel corpo provocando malattie. E’ la forma di Khi più superficiale (duong). Essa riscalda ed irrora la superficie. 

Il Khi Nutritivo alimenta e ricostruisce, è strettamente legato al sangue, è più interno (am) e più legato alla struttura dei vasi e degli organi. 

Il Khi Ancestrale è simile al Khi Prenatale e ne rappresenta l’aspetto più duong, è quell’energia che attiva tutti i processi del corpo, una specie di “fiamma pilota”. Il suo esaurimento comporta la morte. 

Il Khi della Valle deriva dall’assorbimento dei cibi e il Khi del Cielo deriva dalla respirazione, insieme consentono al Cuore di produrre il sangue.

Il Khi del Petto regola le funzioni cardiache.
Riassumendo il Khi:

• E’ fonte di attività vitali e movimento 

• Riscalda il corpo

• Protegge il corpo

• Trasforma le sostanze nutritive

• Regola la pressione degli organi interni
 

Lo Spirito (detto Shen o Than in vietnamita) rappresenta l’influenza del Cielo sull’essere umano, è la sua energia spirituale inscindibile dal binomio corpo-mente fatto di organi, visceri ed emozioni.  Lo Spirito circola in tutto il corpo: è governato dal Cuore, che ne rappresenta il suo aspetto duong, connesso con il Fuoco, ed è capitalizzato dal Cervello, che ne rappresenta il suo aspetto am, connesso con l’Acqua.

(Fonti: Iniziazione alla Medicina cinese, Tom Williams 1995. Trad. it. 1999 Edizioni Mediterranee, Roma.

Introduzione ai principi dell’Agopuntura tradizionale cinese, André Faubert 1974. Trad. it. 1982 Red edizioni, Como.

Il Tao della Meditazione, Jou Tsung Hwa 1983. Trad. it. 1990 Astrolabio – Ubaldini Editore, Roma.

Testo classico di medicina interna dell’imperatore Giallo (Huang Ti Nei Cing Su Wen). Trad. it. 1976 Edizioni Mediterranee, Roma.

M° Stefano Targa, l’universo del Viet Vo Dao, edizione interna.

Le radici del Qigong cinese, Jwing-Ming Yang 1989. Trad. it. 2003 Edizioni Mediterranee, Roma.)

M° Massimo Carrara