L’Allenamento al Combattimento 5° parte

Potenza

Un attacco si può definire efficace quando è portato con una buona potenza.

Per sviluppare la potenza è necessario saper utilizzare bene i muscoli più forti affinchè possano sostenere quelli più deboli. I muscoli del braccio e dell’avambraccio sono più deboli se confrontati a quelli della coscia e del polpaccio.

Per aumentare la potenza dei pugni occorre canalizzare le forze sviluppate dalle gambe, dall’addome e dal tronco verso il braccio. E’ sconsigliato praticare esercizi che sviluppino in maniera esagerata i muscoli della braccia, si finirebbe per rendere gli stessi grossi e rigidi andando a perdere flessibilità, elemento utile per sviluppare potenza in un attacco.

La potenza si ottiene mediante la concentrazione e lo sviluppo dell’energia su di una superficie ridotta. Tutti gli attacchi nel Viet Vo Dao vengono fatto in virtù del principio:

“canalizzare la forza su di un punto dell’avversario, in caso estremo su di un punto vitale.

Tutti i principi enunciati nei vari capitoli fanno parte dl codice delle teorie dell’International Viet Vo Dao. Il praticante deve sempre tenere a mente la nozione “..utilizzare al minimo la forza e al massimo l’agilità..” . il praticante, attraverso l’allenamento, deve sviluppare in modo naturale e folgorante il miglior “THE” e far cresce armoniosamente tutte le parti del corpo senza dimenticare di mantenere una forte lucidità mentale.

La combattività è la chiave di ogni successo.

L’Allenamento al Combattimento 4° parte

Potenziale

Combattimento Viet Vo Dao, Vo Co Truyen

Nel Viet Vo Dao esiste un termine, difficile da tradurre senza perdere la completezza del significato, “THE” che noi traduciamo provvisoriamente in potenziale. Si pronuncia la parola The con l’H aspirata per differenziarla dal termine the intesa come bevanda.

In combattimento l’atleta deve cercare di ottenere il miglior THE, cioè tutti gli elementi che si potranno rivelare favorevoli nello scontro, in particolar modo il controllo della posizione che occupa l’avversario.

Qualche esempio:

girare la propria schiena al sole obbligherà l’avversario a lavorare con una luce abbagliante difronte rendendo più difficile la percezione;

occupare un posto rialzato, ovviamente non sul ring, metterà da subito l’avversario in una posizione di svantaggio, in quanto le sue tecniche saranno subordinate ad una maggiore divaricazione se parliamo degli arti inferiori e di attacchi di braccia necessariamente rivolti verso l’alto, con evidente perdita di potenza.

In questo modo grazie ad un THE favorevole sarà più facile contrastare gli attacchi di un avversario decisamente più forte. Il principio vietnamita “DI NHU THANG CUONG”, ovvero l’arte di utilizzare l’agilità contro la forza, consente al praticante di tenere testa anche ad avversari particolarmente robusti e dotati di maggiore forza.

Chi vuole combattere con efficacia dovrebbe allenarsi evitando lo scontro diretto. Privilegiare spostamenti e sbilanciamenti consentirà di sfruttare al meglio lo slancio di un attacco dell’avversario a nostro favore.

Schivare gli attacchi, “sparire e ricomparire” ovvero indietreggiare ed avanzare per rendere più efficaci le tecniche di affondo; presentarsi in posizione laterale e non frontale per gestire al meglio gli spostamenti rapidi e gli affondi. I giochi di spostamento rapido favoriscono le migliori condizioni per creare THE favorevoli.